Il cielo era spento: non una stella, non uno spicchio di luna, tanto che quasi non si aspettava di veder sorgere il sole.
Invece, quando finalmente si decise a voltarsi nella direzione dalla quale era venuto, un’incisione nel buio lacerava l’orizzonte e la notte sprofondava in una fessura lucente di acciaio.
Poi successe tutto in fretta. Cielo e terra si separarono. Un pallido azzurro in alto e il nero più intenso sotto, separati da una pennellata aranciata.
La linea dell’orizzonte che correva appena un po’ ondulata disegnava il profilo di un animale a sinistra e quello di due cespugli a destra.
Un cerchio rosso, gelido e lucente comparve velato da due chiome nere, poi la luce dilagò accecante. Bruciò i contorni dei cespugli, accese il verde gli alberi e tinse di ocra la sabbia.
(330ml – inedito)